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Domenica, 18 Ottobre 2020 22:22

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Lo sport quale bene comune rappresenta un modello che ci permette di comprenderne l'importanza e le potenzialità per il miglioramento della nostra vita. Lo sport è un patrimonio dell'umanità e un bene comune legato a valori educativi e sociali che probabilmente non ha eguali nella società contemporanea.

 

Il Governo, con l’intenzione di tutelare la salute pubblica non si sta rendendo conto di negarne il diritto stesso.

 

Lo sport è salute e mettere in atto provvedimenti lesivi per l’attività fisica controllata e coordinata, con atteggiamenti approssimativi e frettolosi, potrà avere ripercussioni pesantissime sul benessere psico-fisico delle persone e altresì sulla cultura dello sport stesso e su abitudini consolidate che, a fatica, stavano riaffermandosi dopo il lungo periodo di stop dei mesi scorsi.

 

L’attività dei centri sportivi, in palestre e piscine è normata da linee guida ben precise emesse dallo stesso Governo e dal mondo dello sport. Richiudere tutto equivale a un controsenso e a una pericolosa deriva che mettono in dubbio le stesse precedenti azioni governative.

 

L'art. 32, 1° comma della Costituzione, stabilisce, poi, che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività ed essa trova la sua espressione in campo sportivo, in primo luogo, nel diritto all'integrità fisica collegato alla scelta di vita che il soggetto ha effettuato.

 

La pratica sportiva per i suoi contenuti sociali, educativi, formativi è un diritto di tutti i cittadini e un interesse della collettività a cui lo Stato deve rispondere con competenza e puntualità. La Carta Europea dello Sport per Tutti, adottata dal Consiglio d'Europa, afferma che chiunque ha il diritto di praticare lo sport e che lo sport, in quanto fattore importante dello sviluppo umano, deve essere incoraggiato e sostenuto in maniera appropriata con finanziamenti pubblici.

 

Nessuna attività sportiva deve chiudere avendo dimostrato, il mondo dello sport, una maturità sui protocolli svolti con la lente di ingrandimento da tutte le associazioni.

 

Va ricordato che quando la curva epidemiologica era in discesa, sono stati riaperte discoteche e locali alla moda in cui una movida inevitabilmente di difficile controllo, ha portato alla nascita di nuovi focolai.

 

Ora deve essere il virtuoso mondo dello sport a pagare?

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